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AMBITO TERRITORIALE SOCIALE TA/5

Servizi al Cittadino

Responsabilità familiari

In questa area vi sono servizi a sostegno delle famiglie con l’obiettivo di:

  • promuovere la centralità della famiglia creando condizioni per cui si realizzino spazi di protagonismo educativo, culturale, sociale e sanitario;
  • dare impulso alla famiglia attraverso servizi dedicati;
  • sviluppare e sostenere forme di auto-organizzazione delle famiglie.

L’obiettivo è quello di fornire supporto alla gestione delle problematiche organizzative familiari, sostenendo la maternità e la paternità consapevole e responsabile.

Per l’area tematica in questione l’Ambito Territoriale Sociale offre, a favore degli utenti, i seguenti servizi:

  • sostegno alla genitorialità;
  • affido e adozione;
  • assistenza domiciliare educativa (ADE);
  • centro ascolto per famiglie.
Sostegno alla genitorialità

I servizi di sostegno alla genitorialità sono servizi diversi e flessibili che intervengono in maniera specifica per promuovere il benessere dell'intero nucleo familiare, sostenendo la coppia, il nucleo familiare e ogni singolo componente nella fase del ciclo di vita, facilitando la formazione di un'identità genitoriale finalizzata ad una scelta consapevole e responsabile della maternità e della paternità, favorendo la capacità dei genitori di relazionarsi con gli altri e con l'ambiente circostante, stimolando la capacità di organizzazione e l'autonomia di ognuno, nonché l'elaborazione e la conduzione di propri progetti di vita in armonia con il proprio ruolo genitoriale.

Il servizio è regolamentato dall'art. 93 del Regolamento Regionale n. 4/2007.

Affido e Adozione

L'affidamento familiare è un intervento di aiuto e sostegno temporaneo rivolto al minore la cui famiglia di origine si trova in difficoltà. Obiettivo dei servizi è rafforzare le reti multi-professionali per l'accompagnamento dei minori e delle figure genitoriali, potenziare i progetti di affido familiare e la collaborazione con il Tribunale per i Minorenni, nel rispetto delle competenze che le norme attribuiscono a ciascuna parte, favorendo una minore permanenza del minore nelle strutture residenziali e i percorsi di rientro nella famiglia di origine ovvero i percorsi di affido.

Le famiglie disponibili all'accoglienza possono essere distinte in:

  • famiglie di pronto intervento;
  • famiglie professionali;
  • famiglie d'appoggio.

Al fine di promuovere e sostenere il percorso adottivo e post-adottivo operano équipe multidisciplinari integrate tra Servizi Sociali e Azienda Sanitaria Locale, con lo scopo di assicurare unitarietà d'intervento e superare la disomogeneità di informazioni alle coppie che si rivolgono al Servizio Pubblico o agli Enti Autorizzati. Il lavoro dell'équipe è finalizzato a curare il rapporto con le famiglie affidatarie, mantenendo contatti e colloqui con continuità e frequenza nell'ambito del progetto di affido, e a coinvolgere la rete degli operatori competenti sui casi.

Le domande di adozione nazionale e internazionale vanno presentate al Tribunale per i Minorenni competente per territorio.

ADE

Il servizio di Assistenza Domiciliare Educativa (ADE) consiste nell'erogazione di attività di sostegno alla genitorialità presso il domicilio di famiglie in situazioni di disagio socio-relazionale dove sono presenti uno o più minori che evidenziano difficoltà relazionali o sono a rischio di devianza sociale o di emarginazione. Si configura come un intervento con finalità promozionali e preventive, volto a promuovere la crescita e il benessere globale del minore all'interno del proprio contesto familiare e nel proprio territorio, soprattutto in periodi di difficoltà, evitando forme di tutela più forti che richiedono l'allontanamento.

Le prestazioni si dividono in tre macro aree:

  • interventi educativi rivolti direttamente al minore, in rapporto all'età, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo personale e i rapporti con i membri del nucleo familiare e del contesto socio-ambientale di riferimento (cura di sé e gestione dei propri spazi di vita, gestione del materiale scolastico e organizzazione dello studio, accompagnamento nelle relazioni con il gruppo dei pari, sviluppo di autonomie attraverso esperienze pratiche);
  • interventi di sostegno alla famiglia nello svolgimento delle sue funzioni educative e di cura: educazione all'ascolto e alla comprensione dei bisogni del minore, definizione condivisa delle regole educative, mediazione delle relazioni familiari, sostegno ai genitori nel rapporto con servizi e istituzioni, coordinamento con le agenzie socio-educative e ricreative del territorio (scuola, centri diurni, società sportive e culturali, centri estivi);
  • interventi di promozione dell'autonomia dei genitori nell'accesso a prestazioni e servizi sociali e socio-sanitari, collegamento con l'intera rete dei servizi, creazione di una rete formale e informale di supporto alla famiglia.

Il servizio comprende gli interventi definiti nel Progetto Educativo Individualizzato (PEI), attivato su valutazione e richiesta del Servizio Sociale, concordato con l'équipe del servizio, con la famiglia, con gli operatori scolastici e con gli altri soggetti istituzionali che si occupano dei minori. Non rientrano tra le prestazioni del servizio ADE le attività di sostegno scolastico e di aiuto nei compiti.

Per l'accesso alla prestazione il cittadino si rivolge alla Porta Unica di Accesso (PUA). La richiesta viene presa in carico dall'Assistente Sociale dell'Ambito, che effettua la valutazione del bisogno ed elabora il Progetto Educativo Individualizzato. L'eventuale compartecipazione al costo del servizio è calcolata in base alle soglie reddituali previste dal regolamento d'Ambito per l'accesso alle prestazioni.

Centro ascolto per famiglie

Il Centro di Ascolto per le famiglie svolge un ruolo importante come punto di ascolto e come spazio neutro per "incontri protetti" (minori/genitori) su segnalazione e invio del Servizio Sociale Professionale d'Ambito.

Il servizio ha l'obiettivo di promuovere, sostenere e facilitare le relazioni intrafamiliari, in particolare nelle situazioni di separazione e/o divorzio della coppia genitoriale, e di mettere in comunicazione le famiglie coinvolgendo la scuola e il territorio. Il Centro costituisce uno spazio di riferimento per le famiglie, favorendo momenti di ascolto e di orientamento e attivando gruppi di auto-aiuto.

Le attività a sostegno della funzione genitoriale comprendono:

  • Gruppi di aiuto: promozione di gruppi di auto-aiuto e di mutuo aiuto per valorizzare le risorse personali, supportare le famiglie e sostenere le azioni a favore dei minori attraverso lo scambio di esperienze;
  • Spazio famiglie: luogo di ascolto, accoglienza e orientamento, di educazione alla genitorialità, di consulenza e di promozione con il supporto di un'équipe di esperti (psicologi, legali, ecc.) e di operatori sociali; ascolto telefonico e in sede, colloqui individuali, sportello informativo come filtro verso i servizi sanitari e territoriali;
  • Ascolti protetti: incontri protetti per tutelare il diritto di visita del bambino con il genitore non affidatario e favorire il mantenimento e la cura dei legami familiari nelle situazioni di alta conflittualità.

L’obiettivo primario è la tutela dei diritti e delle opportunità dei minori e delle loro famiglie. L’Ambito Territoriale Sociale ha attivato una rete integrata di servizi e progetti finalizzati a sostenere la crescita consapevole del minore con interventi socio-educativi ed assistenziali rivolti all’intero nucleo familiare. L’obiettivo è quello di assicurare un adeguato sostegno educativo laddove il minore sia privo di validi riferimenti familiari, garantendo il diritto ad una famiglia per mezzo di percorsi di protezione, tutela e sostegno alla crescita, al fine di contrastare la marginalizzazione sociale e la devianza.

Per l’area tematica in questione l’Ambito Territoriale Sociale offre, a favore degli utenti, i seguenti servizi:

  • asili nido;
  • centro socio-educativo diurno/polivalente;
  • buoni servizio per l’infanzia.
Asili nido

L'asilo nido o nido d'infanzia è la struttura autorizzata per l'erogazione di un servizio educativo e sociale per bambini in età compresa tra i 3 e i 36 mesi. È un servizio educativo e sociale di interesse pubblico che concorre con le famiglie alla crescita e formazione dei bambini, nel quadro di una politica per la prima infanzia e a garanzia del diritto all'educazione, nel rispetto dell'identità individuale, culturale e religiosa. Costituisce inoltre un servizio di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie.

Sono assicurate le prestazioni che consentono il perseguimento delle seguenti finalità:

  • sostegno alle famiglie, con particolare attenzione a quelle monoparentali, nella cura dei figli e nelle scelte educative;
  • cura dei bambini che richieda un affidamento quotidiano e continuativo (superiore a 5 ore per giornata) a figure professionali diverse da quelle parentali, in un contesto esterno a quello familiare;
  • stimolazione allo sviluppo e socializzazione dei bambini, a tutela del loro benessere psicofisico e per lo sviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive, relazionali e sociali.

Le famiglie possono accedere alle strutture iscritte al Catalogo regionale dell'offerta anche attraverso i Buoni Servizio per l'infanzia.

Centro socio-educativo diurno/polivalente

È una struttura di prevenzione e recupero aperta a tutti i minori che, attraverso la realizzazione di un programma di attività e servizi socio-educativi, culturali, ricreativi e sportivi, mira in particolare al recupero dei minori con problemi di socializzazione o esposti al rischio di emarginazione e di devianza o diversamente abili.

Il centro offre sostegno, accompagnamento e supporto alle famiglie e opera in stretto collegamento con i servizi sociali del Comune e con le istituzioni scolastiche, nonché con i servizi delle comunità educative e delle comunità di pronta accoglienza per minori. I centri assicurano supporti educativi nelle attività scolastiche ed extrascolastiche.

Al suo interno vengono realizzate:

  • attività sportive;
  • attività ricreative;
  • attività culturali;
  • attività di supporto alla scuola;
  • momenti di informazione;
  • prestazioni socio-sanitarie eventualmente richieste per minori con problematiche psico-sociali;
  • somministrazione pasti, in relazione agli orari di apertura.
Buoni servizio per l'infanzia

Il Buono Servizio è un titolo per l'acquisto di servizi e dà diritto ad un abbattimento della tariffa in relazione all'ISEE familiare, fino al 100% della tariffa applicata dalle unità di offerta (asili nido/sezioni primavera, centri ludici per la prima infanzia e servizi socio-educativi) iscritte nell'apposito catalogo telematico della Regione Puglia, al netto di una franchigia uguale per tutti i nuclei familiari.

È rivolto a minori di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. I nuclei familiari possono richiedere i Buoni Servizio per un numero massimo di 11 mensilità consecutive nell'arco di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda.

Può richiedere i Buoni Servizio il referente del nucleo familiare che, alla data di presentazione della domanda, sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza o domicilio in Puglia;
  • ISEE per prestazioni sociali agevolate rivolte ai minorenni entro la soglia stabilita dall'Avviso regionale.

La procedura è espletata interamente sulla piattaforma regionale Sistema Puglia. La richiesta va effettuata dal nucleo familiare previa registrazione sulla piattaforma ed è autorizzata dall'Ambito Territoriale, che verifica i requisiti per l'accesso e ne dispone l'erogazione.

In questa area troviamo i servizi che si occupano del sostegno dei cittadini anziani, autosufficienti e non, attivando progetti e servizi individualizzati volti ad evitare, se possibile, processi di istituzionalizzazione e ricovero attraverso l’attivazione di percorsi di sostegno di tipo domiciliare.

Le finalità delle azioni messe in campo sono volte a:

  • valorizzare gli anziani come risorsa e sviluppare relazioni intergenerazionali;
  • offrire servizi e interventi di natura economica;
  • incoraggiare e sostenere l’autonomia della persona anziana non autosufficiente;
  • favorire la permanenza dell’anziano in famiglia e nel proprio contesto di vita;
  • sostenere le famiglie che accudiscono anziani conviventi;
  • promuovere la socializzazione e l’integrazione sociale degli anziani.

Per l’area tematica in questione l’Ambito Territoriale Sociale offre, a favore degli utenti, i seguenti servizi:

  • assistenza domiciliare integrata (ADI);
  • servizio di assistenza domiciliare (SAD);
  • centro polivalente per anziani;
  • buoni servizio.
ADI

Il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, regolamentato dall'art. 88 del Regolamento Regionale n. 4/2007, consiste in una serie di interventi forniti ai cittadini anziani non autosufficienti, al fine di favorirne la permanenza nel proprio ambiente di vita, prevenendo e/o evitando l'istituzionalizzazione, e di promuovere una soddisfacente vita di relazione, attraverso un complesso di prestazioni domiciliari socio-assistenziali e sanitarie.

Il servizio si propone di:

  • creare e sviluppare i presupposti necessari alla permanenza della persona nel proprio nucleo familiare, evitando interventi di allontanamento dallo stesso;
  • adottare modalità di intervento mirate al recupero, al reinserimento, all'autonomia e alla salvaguardia della vita affettiva e di relazione;
  • favorire l'integrazione sociale e il miglioramento della qualità della vita;
  • rendere partecipi in primo luogo gli utenti e le loro famiglie, attivando e sostenendo i rapporti tra nucleo familiare e servizi socio-sanitari territoriali;
  • prevenire la manifestazione di comportamenti a rischio all'interno del nucleo familiare;
  • prevenire e recuperare situazioni di solitudine ed emarginazione;
  • ridurre i ricoveri negli ospedali e nelle strutture residenziali;
  • assicurare azioni di sollievo agli utenti e alle loro famiglie;
  • consolidare il sistema dei servizi sociali e sanitari esistenti, migliorandone la qualità complessiva.

Le prestazioni, svolte presso il domicilio dell'utente, sono:

  • di tipo domestico (aiuto materiale per l'igiene della persona e della casa);
  • di tipo socio-assistenziale (disbrigo pratiche, accompagnamento a visite mediche, ecc.).

La richiesta si inoltra al medico curante, che compila la SVAMA sanitaria. Successivamente, su richiesta dell'utente, il caso viene preso in carico dai servizi sociali comunali che, con l'ausilio delle assistenti sociali, compilano la SVAMA sociale. A seguito della valutazione multidimensionale (UVM), l'istruttoria si chiude con la definizione delle prestazioni da erogare.

SAD

Il Servizio di Assistenza Domiciliare (art. 87 del Regolamento Regionale n. 4/2007) comprende prestazioni di tipo socio-assistenziale rivolte alle persone anziane. Sono prestazioni di assistenza domiciliare quelle di aiuto alla persona nello svolgimento delle normali attività quotidiane, quelle di sostegno alla funzione educativa genitoriale e quelle di sostegno alla mobilità personale, vale a dire le attività di trasporto e accompagnamento per persone che, a causa dell'età e/o di patologie invalidanti, presentano ridotta o scarsa capacità nella mobilità personale, anche temporanea, con evidente limitazione dell'autonomia e conseguente riduzione della qualità della vita.

La richiesta si inoltra presso gli uffici dei servizi sociali comunali: le assistenti sociali compilano, con l'utente richiedente, la SVAMA sociale. L'istruttoria si chiude con la definizione delle prestazioni da erogare.

Centro polivalente per anziani

Ai sensi dell'art. 106 del Regolamento Regionale n. 4/2007, il Centro Polivalente per anziani è una struttura aperta alla partecipazione degli anziani ad attività ludico-ricreative, di socializzazione e di animazione. Ha come obiettivi contrastare l'isolamento e l'emarginazione sociale delle persone anziane, mantenerne i livelli di autonomia e mettere in atto azioni di supporto alle famiglie.

Il Centro svolge le seguenti attività:

  • attività educative indirizzate all'autonomia;
  • attività di socializzazione e animazione;
  • attività espressive e psicomotorie;
  • attività ludiche e ricreative;
  • attività culturali e occupazionali;
  • segretariato sociale;
  • laboratori ludico-espressivi e artistici.
Buoni Servizio

Il Buono Servizio è un titolo per l'acquisto di servizi e dà diritto ad un abbattimento della tariffa in relazione all'ISEE familiare. È rivolto ad utenti di età superiore a 65 anni, autosufficienti e non autosufficienti.

Può richiedere l'agevolazione il referente del nucleo familiare che, alla data di presentazione della domanda sull'apposita piattaforma telematica regionale, sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • PAI – Progetto Assistenziale Individualizzato in corso di validità, nel caso di accesso a prestazioni socio-sanitarie ex artt. 60, 60 ter, 88 per persone in condizione di grave non autosufficienza; ovvero Scheda di Valutazione Sociale del caso in corso di validità (nel caso di accesso a prestazioni socio-assistenziali ex artt. 68, 87, 105, 106), elaborata dal Servizio Sociale Professionale del Comune o dell'Ambito Territoriale di residenza;
  • residenza o domicilio in Puglia;
  • ISEE del nucleo familiare entro le soglie stabilite dall'Avviso regionale vigente.

Il Buono Servizio è utilizzabile per:

  • i servizi a ciclo diurno semi-residenziale per disabili e anziani, ex artt. 60, 60 ter, 68, 105, 106 del Reg. R. n. 4/2007 e s.m.i., autorizzati al funzionamento;
  • i servizi domiciliari SAD (art. 87) e ADI (art. 88), limitatamente alla quota sociale delle stesse prestazioni.

Per la richiesta di accesso l'utente deve rivolgersi agli uffici dei servizi sociali comunali.

In questa area vi sono i servizi che favoriscono il benessere e la qualità della vita della persona, unendo gli obiettivi di cura e riabilitazione con quelli della partecipazione sociale e dell’autonomia nell’ambiente di vita.

Nell’area Disabili vi sono progetti e servizi a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie, finalizzati a:

  • promuovere una corretta informazione su diritti, servizi, interventi e risorse che il territorio offre ai cittadini con disabilità;
  • garantire un sostegno di carattere psico-sociale e un accompagnamento alle famiglie impegnate nell’assistenza;
  • promuovere forme di inclusione lavorativa delle persone con disabilità;
  • favorire la partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive, turistiche e ricreative per una migliore qualità della vita.

Al fine di contrastare la marginalizzazione delle persone con disabilità, il Piano Sociale di Zona prevede una serie di interventi tesi a favorire l’inclusione sociale e l’integrazione nella comunità, anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie e del territorio.

Per l’area tematica in questione l’Ambito Territoriale Sociale offre, a favore degli utenti, i seguenti servizi:

  • assistenza domiciliare integrata (ADI);
  • servizio di assistenza domiciliare (SAD);
  • contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • sostegno scolastico;
  • progetto di vita indipendente (PRO.VI);
  • centri diurni/polivalenti;
  • casa famiglia;
  • buoni servizio;
  • Patto di Cura e Sostegno Familiare.
ADI

Il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, regolamentato dall'art. 88 del Regolamento Regionale n. 4/2007, consiste in una serie di interventi forniti ai cittadini con disabilità, al fine di favorirne la permanenza nel proprio ambiente di vita, prevenendo e/o evitando l'istituzionalizzazione, e di promuovere una soddisfacente vita di relazione, attraverso un complesso di prestazioni domiciliari socio-assistenziali e sanitarie.

Il servizio si propone di:

  • creare e sviluppare i presupposti necessari alla permanenza della persona nel proprio nucleo familiare, evitando interventi di allontanamento dallo stesso;
  • adottare modalità di intervento mirate al recupero, al reinserimento, all'autonomia e alla salvaguardia della vita affettiva e di relazione;
  • favorire l'integrazione sociale e il miglioramento della qualità della vita;
  • rendere partecipi in primo luogo gli utenti e le loro famiglie, attivando e sostenendo i rapporti tra nucleo familiare e servizi socio-sanitari territoriali;
  • prevenire la manifestazione di comportamenti a rischio all'interno del nucleo familiare;
  • prevenire e recuperare situazioni di solitudine ed emarginazione;
  • ridurre i ricoveri negli ospedali e nelle strutture residenziali;
  • assicurare azioni di sollievo agli utenti e alle loro famiglie;
  • consolidare il sistema dei servizi sociali e sanitari esistenti, migliorandone la qualità complessiva.

Le prestazioni, svolte presso il domicilio dell'utente, sono:

  • di tipo domestico (aiuto materiale per l'igiene della persona e della casa);
  • di tipo socio-assistenziale (disbrigo pratiche, accompagnamento a visite mediche, ecc.).

La richiesta si inoltra al medico curante, che compila la SVAMA sanitaria. Successivamente, su richiesta dell'utente, il caso viene preso in carico dai servizi sociali comunali che, con l'ausilio delle assistenti sociali, compilano la SVAMA sociale. A seguito della valutazione multidimensionale (UVM), l'istruttoria si chiude con la definizione delle prestazioni da erogare.

SAD

Il Servizio di Assistenza Domiciliare (art. 87 del Regolamento Regionale n. 4/2007) comprende prestazioni di tipo socio-assistenziale rivolte alle persone con disabilità. Sono prestazioni di assistenza domiciliare quelle di aiuto alla persona nello svolgimento delle normali attività quotidiane, quelle di sostegno alla funzione educativa genitoriale e quelle di sostegno alla mobilità personale, vale a dire le attività di trasporto e accompagnamento per persone che, a causa di patologie invalidanti, presentano ridotta o scarsa capacità nella mobilità personale, anche temporanea, con evidente limitazione dell'autonomia e conseguente riduzione della qualità della vita.

La richiesta si inoltra presso gli uffici dei servizi sociali comunali: le assistenti sociali compilano, con l'utente richiedente, la SVAMA sociale. L'istruttoria si chiude con la definizione delle prestazioni da erogare.

Barriere architettoniche

L'intervento prevede l'erogazione di contributi economici finalizzati a:

  • adeguamento e rimozione degli ostacoli di ordine strutturale presso le abitazioni delle persone con disabilità, al fine di renderne più agevole l'autonomia;
  • migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità favorendone la mobilità;
  • migliorare la fruizione degli ambienti domestici.

Gli interventi di adeguamento sono disciplinati dalla Legge n. 13/1989 "Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati". Le attività comprendono la diffusione dell'informazione, la predisposizione della modulistica, la raccolta delle domande e la relativa istruttoria, l'informazione e consulenza ai cittadini interessati e l'erogazione dei contributi.

La domanda va inoltrata presso gli uffici dei Servizi Sociali comunali.

Sostegno scolastico

I servizi per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità sono finalizzati a garantire il diritto allo studio delle persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale attraverso il loro inserimento nelle strutture scolastiche ordinarie, compresa la scuola dell'infanzia. Tale obiettivo è perseguito per mezzo di:

  • servizi atti a rimuovere gli ostacoli di natura fisica, psichica e ambientale che impediscono la piena fruizione del diritto allo studio;
  • servizi per la realizzazione del tempo pieno e per l'accompagnamento e il trasporto casa-scuola;
  • assegni di studio per limitare l'aggravio economico derivante dalla frequenza scolastica (in caso di impossibilità ad assicurare accompagnamento e trasporto);
  • iniziative per la promozione culturale, l'educazione permanente e l'attività sportiva;
  • attività di integrazione sociale extrascolastica, per assicurare la continuità e l'efficacia del progetto educativo individualizzato;
  • iniziative d'informazione nella scuola e nelle famiglie, d'intesa con gli organismi scolastici competenti;
  • iniziative per la qualificazione e l'aggiornamento degli operatori;
  • adeguamento dell'organizzazione e del funzionamento degli asili nido alle esigenze dei bambini con disabilità;
  • integrazione dei bambini con disabilità nelle scuole dell'infanzia comunali, anche con l'ausilio di educatori specializzati.

La richiesta va inoltrata presso l'istituto scolastico frequentato, che segnala il fabbisogno all'Ambito Territoriale per l'erogazione del servizio.

PRO.VI

Il Progetto di Vita Indipendente (PRO.VI) ha lo scopo di sostenere la "vita indipendente", cioè la possibilità per la persona con disabilità grave di autodeterminarsi e di vivere il più possibile in condizioni di autonomia, avendo la capacità di prendere decisioni riguardanti la propria vita.

Possono accedere alla misura le persone con disabilità residenti in Puglia, nella fascia d'età e con i requisiti ISEE stabiliti dall'Avviso regionale vigente.

La procedura per l'ottenimento del contributo è espletata interamente sulla piattaforma regionale Sistema Puglia – PRO.VI. La richiesta va effettuata previa registrazione sulla piattaforma ed è autorizzata dall'Ambito Territoriale, che acquisisce le richieste e, verificati i requisiti per l'accesso, ne dispone l'erogazione. Per la redazione del progetto è possibile rivolgersi ai Centri di Domotica convenzionati con la Regione Puglia.

Centri diurni/polivalenti

I Centri Diurni socio-educativi e riabilitativi, disciplinati dall'art. 60 del Regolamento Regionale n. 4/2007, erogano servizi a ciclo diurno presso strutture autorizzate al funzionamento e iscritte nel Registro Regionale. Mirano a:

  • dare supporto e sostegno psicologico e sociale alle famiglie, supportandole nel carico di cura;
  • sostenere l'acquisizione, il mantenimento e il rinforzo dei livelli di autonomia, delle abilità psicomotorie, cognitive, affettivo-relazionali e comportamentali;
  • promuovere l'integrazione sociale al fine di evitare forme di emarginazione;
  • sperimentare nuovi modelli di integrazione con le strutture del territorio;
  • assicurare un efficace collegamento tra i servizi territoriali, la famiglia e il territorio;
  • offrire uno spazio di animazione, svago, formazione e incontro per i cittadini con disabilità;
  • ridurre il ricorso all'istituzionalizzazione.

Il centro pianifica le attività in base alle esigenze degli utenti: attività educative indirizzate all'autonomia; attività di socializzazione e animazione; attività espressive, psicomotorie e ludiche; attività culturali e di formazione; attività didattiche; laboratori; prestazioni socio-sanitarie e riabilitative eventualmente richieste. Il centro predispone inoltre l'attivazione di un'équipe multidisciplinare, la realizzazione di Piani di Intervento Personalizzati e il coinvolgimento di realtà esterne (volontariato, associazioni, ecc.).

Casa Famiglia

La Casa-Famiglia, ai sensi dell'art. 60 bis del Regolamento Regionale n. 4/2007, è una struttura residenziale socio-assistenziale a carattere familiare destinata prevalentemente a soggetti maggiorenni, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, con disabilità intellettiva o psichica o con patologia psichiatrica stabilizzata, con sufficienti condizioni di autonomia primaria. L'accesso avviene dopo valutazione dell'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) della ASL, mediante un progetto personalizzato per l'inserimento. Non possono essere accolte persone con non autosufficienza grave derivante da disabilità motorie che impediscano la deambulazione.

La struttura è aperta a soggetti privi del sostegno familiare o per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia valutata temporaneamente o definitivamente impossibile; per tale motivo si configura come struttura idonea a garantire il "dopo di noi". È finalizzata a garantire una vita quotidiana significativa, sicura e soddisfacente e, ove possibile, percorsi di inserimento socio-lavorativo per l'autonomia della persona.

Le attività offerte sono:

  • assistenza residenziale per 365 giorni l'anno;
  • attività educative indirizzate all'autonomia;
  • attività mirate all'acquisizione e al mantenimento delle capacità comportamentali, cognitive e affettivo-relazionali;
  • attività di socializzazione.
Buoni Servizio

Il Buono Servizio è un titolo per l'acquisto di servizi e dà diritto ad un abbattimento della tariffa in relazione all'ISEE familiare. È rivolto ad utenti con disabilità.

Può richiedere l'agevolazione il referente del nucleo familiare che, alla data di presentazione della domanda sull'apposita piattaforma telematica regionale, sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • PAI – Progetto Assistenziale Individualizzato in corso di validità, nel caso di accesso a prestazioni socio-sanitarie ex artt. 60, 60 ter, 88 per persone in condizione di grave non autosufficienza; ovvero Scheda di Valutazione Sociale del caso in corso di validità (nel caso di accesso a prestazioni socio-assistenziali ex artt. 68, 87, 105, 106), elaborata dal Servizio Sociale Professionale del Comune o dell'Ambito Territoriale di residenza;
  • residenza o domicilio in Puglia;
  • ISEE del nucleo familiare entro le soglie stabilite dall'Avviso regionale vigente.

Il Buono Servizio è utilizzabile per:

  • i servizi a ciclo diurno semi-residenziale per disabili e anziani, ex artt. 60, 60 ter, 68, 105, 106 del Reg. R. n. 4/2007 e s.m.i., autorizzati al funzionamento;
  • i servizi domiciliari SAD (art. 87) e ADI (art. 88), limitatamente alla quota sociale delle stesse prestazioni.

Per la richiesta di accesso l'utente deve rivolgersi agli uffici dei servizi sociali comunali.

Patto di Cura e Sostegno Familiare

Patto di cura

Possono accedere al "Patto di cura" le persone in condizione di disabilità gravissima e non autosufficienza che siano in possesso, al momento della presentazione dell'istanza, dei seguenti requisiti:

  • residenza in Regione Puglia;
  • non essere destinatari ammessi a finanziamento delle misure regionali PRO.V.I. e/o PRO.V.I. Dopo di Noi;
  • non essere richiedenti del "Sostegno familiare";
  • essere titolari di indennità di accompagnamento di cui alla L. n. 18/1980 o comunque non autosufficienti ai sensi dell'Allegato 3 del DPCM n. 159/2013;
  • essere in possesso di almeno una delle condizioni di non autosufficienza gravissima di cui al comma 2, lett. a)–i), dell'art. 3 del Decreto FNA 2016.

Sostegno familiare

Possono accedere al "Sostegno familiare" le persone in condizione di gravissima disabilità e non autosufficienza che siano in possesso, al momento della presentazione dell'istanza, dei seguenti requisiti:

  • residenza in Regione Puglia sia del richiedente che del caregiver familiare;
  • non essere beneficiari della misura PRO.V.I. e/o PRO.V.I. Dopo di Noi;
  • essere titolari di indennità di accompagnamento di cui alla L. n. 18/1980 o comunque non autosufficienti ai sensi dell'Allegato 3 del DPCM n. 159/2013;
  • essere in possesso di almeno una delle condizioni di non autosufficienza gravissima di cui al comma 2, lett. a)–i), dell'art. 3 del Decreto FNA 2016;
  • trovarsi in una condizione di fabbisogno assistenziale coerente con la misura, oggetto di presa d'atto da parte della competente Unità di Valutazione Multidimensionale;
  • ISEE entro le soglie stabilite dall'Avviso regionale vigente;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sul possesso dei requisiti di cui all'art. 1, comma 255, della L. 205/2017 e atto di impegno nei confronti della persona con disabilità e dell'Ambito Territoriale.

In questa area rientrano gli interventi di prevenzione, informazione e inclusione sociale rivolti alle persone con dipendenze patologiche (da sostanze, alcol, gioco d’azzardo, tecnologie) e alle loro famiglie.

La presa in carico sanitaria è di competenza del Servizio per le Dipendenze (SerD) dell’ASL. L’Ambito Territoriale Sociale opera in raccordo con il SerD, in un’ottica di integrazione socio-sanitaria, con l’obiettivo di:

  • promuovere azioni di prevenzione e sensibilizzazione, in particolare rivolte ai giovani;
  • sostenere le famiglie delle persone con dipendenze;
  • favorire percorsi di reinserimento sociale e lavorativo.

Per informazioni è possibile rivolgersi al Servizio Sociale Professionale del Comune di residenza o alla Porta Unica di Accesso (PUA).

In questa area rientrano gli interventi rivolti alle persone con disagio psichico e alle loro famiglie, realizzati in integrazione con il Centro di Salute Mentale (CSM) del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL.

Gli interventi sono finalizzati a:

  • favorire l’autonomia personale e la permanenza nel proprio contesto di vita;
  • promuovere percorsi di inclusione sociale e lavorativa;
  • sostenere le famiglie impegnate nell’assistenza;
  • contrastare lo stigma e l’isolamento sociale.

Per informazioni è possibile rivolgersi al Servizio Sociale Professionale del Comune di residenza o alla Porta Unica di Accesso (PUA).

In questa area vi sono servizi volti a prevenire ogni forma di abuso e maltrattamento (violenza fisica, psicologica, economica, sessuale, stalking) e a promuovere sul territorio una cultura contro la violenza di genere e la violenza su e tra i minori.

Per contrastare le situazioni di abuso e maltrattamento nei confronti dei soggetti più fragili, l’Ambito Territoriale Sociale si avvale dell’Équipe integrata multidisciplinare abuso e maltrattamento, chiamata a rispondere alla complessità di queste situazioni attraverso una capacità di lettura, interpretazione, validazione e intervento di carattere multidisciplinare e multiprofessionale.

Finalità generale dell’Équipe è concorrere all’integrazione socio-sanitaria, affermando il modello organizzato di protezione sanitaria e sociale a rete. Nello specifico l’Équipe persegue i seguenti obiettivi:

  • l’integrazione dei percorsi sanitari, sociali e giudiziari e il coordinamento delle risorse pubbliche e private, armonizzando le esigenze del sistema della giustizia con quelle del sistema delle cure del minore;
  • la progettazione condivisa e partecipata degli interventi, dall’analisi dei bisogni sino agli interventi di protezione e trattamento del minore e della donna;
  • l’adozione di un modello operativo di intervento multidisciplinare, fondato su un approccio integrato psico-sociale e pedagogico, in un’ottica di rete interdisciplinare e inter-istituzionale, finalizzato non solo alla protezione del minore e della donna ma anche alla loro cura e recupero;
  • la presa in carico integrata del minore e della donna, attraverso una rete di accoglienza garantita dai Servizi sociali, dai Servizi socio-sanitari, dai Servizi minorili della Giustizia e dal Privato sociale, in collaborazione con la Magistratura minorile e ordinaria.

L’Équipe ha compiti e funzioni di:

  • rilevazione, protezione, valutazione, validazione, presa in carico e trattamento delle situazioni di maltrattamento/abuso, sospetto o conclamato;
  • elaborazione di un progetto di aiuto e di sostegno alle vittime di violenza.

Per perseguire questi obiettivi è fondamentale l’interazione con le diverse istituzioni presenti sul territorio (Prefettura, ASL, Autorità giudiziarie, Tribunale per i minorenni, ecc.).

Per l’area tematica in questione l’Ambito Territoriale Sociale attua, a favore degli utenti, le seguenti misure:

  • centro antiviolenza (CAV);
  • casa rifugio;
  • reddito di libertà.
CAV

Il Centro Antiviolenza (CAV), autorizzato al funzionamento ai sensi dell'art. 107 del Regolamento Regionale n. 4/2007, d'intesa con i Servizi Sanitari, costituisce lo spazio di ascolto in cui le donne che hanno subìto violenza trovano condivisione e sostegno nelle loro scelte, nel rispetto della segretezza e dell'anonimato, attraverso una relazione significativa di aiuto con le operatrici del centro.

Il centro dispone di una linea telefonica abilitata all'ascolto, all'informazione e al contatto preliminare, oltre che di spazi attrezzati per lo svolgimento delle attività. Svolge anche attività di prevenzione attraverso interventi di sensibilizzazione, informazione, formazione e iniziative culturali in favore della comunità.

Il centro opera in stretta connessione con le case rifugio, con i servizi per la formazione e il lavoro, con le strutture educative e scolastiche, con l'associazionismo e le organizzazioni di volontariato attive nel territorio, e mantiene costanti rapporti con le Istituzioni e gli Enti Pubblici cui competono il pronto intervento, l'assistenza, la prevenzione e la repressione dei reati. Il percorso personalizzato di sostegno è sempre costruito insieme alla donna, nel rispetto delle sue decisioni e dei suoi tempi.

Numero antiviolenza e stalking (gratuito, attivo 24 ore su 24): 1522

Casa Rifugio

Le Case Rifugio per donne in difficoltà, autorizzate ai sensi dell'art. 80 del Regolamento Regionale n. 4/2007, sono strutture residenziali a carattere comunitario che offrono ospitalità e assistenza a donne vittime di violenza fisica e/o psicologica, con o senza figli, per le quali si renda necessario il distacco dal luogo in cui è avvenuta la violenza e l'inserimento in comunità.

Sono concepite per offrire alle donne un luogo sicuro in cui sottrarsi alla violenza. In funzione dei diversi casi vengono predisposti percorsi adeguati, finalizzati al recupero della propria identità, alla costruzione o ricostruzione del proprio ruolo genitoriale o al superamento del trauma subìto. Le donne vengono tutelate dall'ambiente esterno e accompagnate in percorsi di autonomia sulla base del progetto educativo individuale.

Il periodo trascorso in una Casa Rifugio è momentaneo: la permanenza è sempre finalizzata a strutturare percorsi di autonomia, anche economica, valorizzando competenze e predisposizioni personali per trasformarle in opportunità di lavoro. L'obiettivo è accompagnare la persona o il nucleo nella costruzione di un progetto di vita autonomo, tenendo conto delle esigenze materiali, relazionali, affettive, culturali e professionali.

Reddito di Libertà

Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, con o senza figli, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali.

A chi è rivolto

Si rivolge alle donne:

  • vittime di violenza;
  • residenti nel territorio italiano: cittadine italiane, cittadine comunitarie e, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno, comprese le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o di protezione sussidiaria;
  • in condizione di povertà, legata a uno stato di bisogno straordinario o urgente, dichiarato dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale;
  • seguite da un centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione e da un servizio sociale.

Come funziona

Il contributo è finalizzato a sostenere le donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, favorendo l'autonomia abitativa e personale e il percorso scolastico e formativo dei figli minori. È erogato dall'INPS nella misura e per la durata stabilite dalla normativa vigente ed è compatibile con altri strumenti di sostegno come l'Assegno di Inclusione.

Domanda

La domanda si presenta tramite il Comune di residenza, utilizzando il modulo SR208. Nella domanda il rappresentante legale del centro antiviolenza che ha preso in carico la donna attesta il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso, e il servizio sociale attesta lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente. Il Comune trasmette la domanda all'INPS tramite il servizio "Trasmissione domande, istruzioni e software delle prestazioni sociali"; le domande sono accolte su base regionale secondo l'ordine cronologico di invio, nei limiti delle risorse disponibili.

In questa area rientrano le misure e i servizi di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, rivolti a persone e nuclei familiari in condizione di disagio economico e sociale.

Gli interventi affiancano al sostegno economico percorsi personalizzati di inclusione sociale e lavorativa, definiti insieme al Servizio Sociale Professionale e alla rete dei servizi territoriali (Centri per l’Impiego, servizi sanitari, enti del Terzo Settore).

Per l’area tematica in questione l’Ambito Territoriale Sociale attua, a favore degli utenti, le seguenti misure:

  • assegno di inclusione;
  • reddito di dignità (Re.D.);
  • contributi economici in favore della natalità;
  • pronto intervento sociale (PIS);
  • carta acquisti solidale.
Assegno di inclusione

L'Assegno di Inclusione (ADI) è riconosciuto, a richiesta di uno dei componenti del nucleo familiare, a garanzia delle necessità di inclusione dei nuclei familiari con componenti con disabilità (come definita ai sensi del DPCM 5 dicembre 2013, n. 159), con componenti minorenni o con almeno sessant'anni di età, ovvero con componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione.

Requisiti e modalità di domanda: INPS.IT – Assegno di Inclusione.

Reddito di Dignità

Il Reddito di Dignità (ReD) è una misura della Regione Puglia, attiva dal 2016, di contrasto alla povertà e di inclusione sociale attiva. Prevede misure integrate e personalizzate di inclusione rivolte a persone e famiglie non raggiunte, o raggiunte solo parzialmente, dalle misure nazionali di contrasto alla povertà.

Ai beneficiari ammessi è riconosciuta un'indennità economica mensile a fronte della sottoscrizione di un Patto di inclusione e dello svolgimento delle attività in esso previste.

Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma regionale pugliasociale-spid.regione.puglia.it, nei termini stabiliti dagli Avvisi regionali.

Contributi economici in favore della natalità

Contributo economico in favore di famiglie con più di tre figli a carico

Ai sensi dell'art. 5, comma 3, della Legge Regionale n. 45/2013, il sostegno economico è erogato a favore di famiglie con più di tre figli minori a carico o con figli con disabilità che non possono usufruire, per il livello di reddito, delle detrazioni all'addizionale regionale all'IRPEF per carichi di famiglia. L'entità del sostegno è equivalente alle detrazioni spettanti. La domanda va inoltrata agli uffici dei Servizi Sociali del Comune, che ne dispone la liquidazione previo accertamento dei requisiti, entro il mese di dicembre per il contributo relativo all'anno precedente.

Assegno di maternità dei Comuni

La misura, attiva a livello nazionale, prevede un beneficio economico per ogni figlio nato, o per ogni minore in affidamento preadottivo o in adozione senza affidamento, in favore delle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie o in possesso di titolo di soggiorno ai sensi del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286. La domanda va presentata entro sei mesi dalla nascita del minore o dal suo ingresso nel nucleo familiare presso gli uffici dei Servizi Sociali comunali.

Pronto intervento sociale

Il Pronto Intervento Sociale (PIS) assicura interventi in favore di persone a rischio di marginalità estrema e senza fissa dimora, allo scopo di prevenire la cronicizzazione della condizione di povertà e favorire processi di inclusione sociale.

Obiettivi specifici:

  • implementare i servizi d'emergenza per le persone senza dimora;
  • favorire percorsi di reinserimento socio-lavorativo;
  • migliorare gli strumenti di monitoraggio e rilevazione della condizione di povertà;
  • sensibilizzare la comunità territoriale e rafforzare la rete di solidarietà.
Carta acquisti solidale

La carta "Dedicata a te" è una carta elettronica di pagamento destinata alle famiglie in possesso di determinati requisiti di reddito per l'acquisto di beni alimentari di prima necessità (con esclusione di qualsiasi bevanda alcolica) e, secondo quanto previsto dal decreto annuale, di abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico o carburanti.

Beneficiari sono i nuclei familiari residenti nel territorio italiano in possesso dei seguenti requisiti:

  • iscrizione di tutti i componenti nell'Anagrafe della Popolazione Residente del Comune;
  • certificazione ISEE ordinario in corso di validità entro la soglia stabilita dal decreto.

Il contributo non è concesso ai nuclei beneficiari di Assegno di Inclusione, carta acquisti o altra misura di inclusione sociale o contrasto alla povertà che preveda l'erogazione di un sussidio economico, né ai nuclei in cui anche un solo componente sia titolare di NASpI, indennità di disoccupazione, indennità di mobilità, fondi di solidarietà, cassa integrazione o altra forma di integrazione salariale erogata dallo Stato. È concessa una sola carta per nucleo familiare.

Gli elenchi dei nuclei assegnatari sono pubblicati dal Comune; le carte si ritirano presso gli uffici postali abilitati, previa prenotazione attraverso i canali di Poste Italiane.

In questa area vi sono servizi ed interventi dedicati ai cittadini stranieri immigrati. Gli interventi sono essenzialmente indirizzati a fornire una rete informativa sui servizi a loro dedicati presenti sul territorio, finalizzata all’inclusione e all’integrazione nel contesto sociale cittadino.

Per l’area tematica in questione l’Ambito Territoriale Sociale offre, a favore degli utenti, i seguenti servizi:

  • Sistema di Accoglienza e Integrazione (Rete SAI).
Rete SAI

Il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di accoglienza integrata che, oltre ad assicurare vitto e alloggio, prevedono misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Le caratteristiche principali del SAI sono:

  • il carattere pubblico delle risorse e degli enti responsabili dell'accoglienza, Ministero dell'Interno ed enti locali, secondo una logica di governance multilivello;
  • la volontarietà degli enti locali nella partecipazione alla rete dei progetti di accoglienza;
  • il decentramento degli interventi di accoglienza integrata;
  • le sinergie con gli enti gestori, soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli interventi;
  • la promozione e lo sviluppo di reti locali, con il coinvolgimento di tutti gli attori per la riuscita delle misure di accoglienza, protezione e integrazione.

La realizzazione di progetti SAI diffusi su tutto il territorio nazionale, ideati e attuati con la partecipazione diretta degli attori locali, contribuisce a costruire e rafforzare una cultura dell'accoglienza e favorisce la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari.

In questa sezione sono presentati i progetti attivati dall’Ambito Territoriale Sociale con finanziamenti nazionali, regionali ed europei, a integrazione dei servizi previsti dal Piano Sociale di Zona.

P.N.R.R.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si inserisce all'interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la metà da sovvenzioni, concordato dall'Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. La principale componente del programma NGEU è il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF), che ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione totale di 672,5 miliardi di euro (312,5 di sovvenzioni e 360 di prestiti a tassi agevolati).

Il PNRR prevede un pacchetto di investimenti e riforme articolato in sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.